Data storica per i Fiorentini il 4 novembre, perché fu quella dell’alluvione di cui parlò il mondo e che destò tanta partecipazione, anche dall’estero, autenticamente sentita, per il recupero del patrimonio d’arte che demolì i confini e vide squadre di volontari, per molto tempo, in una palpitante babele linguistica, impegnate in una rara occasione di solidarietà.
Ricordo le immagini drammatiche, sui giornali e in tv, dei tentativi di salvataggio dei testi antichi; la cura e il sentimento che i Fiorentini posero nel preservarli e nel restaurarli, a tempo di record, in barba alla furia iconoclastica della natura.
Giornata storica, il 4 novembre che oltre la tragedia ci ricorda il coraggio di Firenze e la sua proverbiale tenacia.
Storica anche perché a qualcuno più anziano e con qualche reminiscenza dell’idea obsoleta di Patria, ricorda la celebrazione della Vittoria del 15/18 sull’impero Austro-Ungarico, senza alcun vizio guerrafondaio, ma a testimonianza dell’Unità Nazionale e del sacrificio di tanti nostri caduti.
In questa cornice carica di memorie e valori ideali, a tarda sera si sono ritrovati, sotto una pioggia scrosciante, presso il Caffè letterario delle Giubbe Rosse, i Massoni toscani interessati alla presentazione del libro del F.llo Fernando Ferrari: “La Massoneria verso il futuro – i problemi, i compiti, le sfide”.
L’autorevolezza di due F.lli “storici” per l’Ordine ha reso il giusto risalto ad un lavoro serio, meditato, di ampio respiro, destinato al mondo massonico nel suo insieme, come progetto per un divenire creativo e partecipe dei mutamenti epocali in corso, ed al GOI in particolare, nell’impianto dialogico fra l’autore, Ferrari e il filosofo Michele Moramarco, le cui pubblicazioni onorano la Libera Muratoria contemporanea.
Se il taglio dato all’introduzione da Carlo Ciapetti può dirsi “Socratico”, logico e “pratico” nel ricondurre frequentemente alla concretezza del progetto Ferrari l’attenzione dei presenti, quello di Vittorio Vanni (il “vulcano” Vanni) nel commento, può dirsi spaziale, storico e introspettivo, toccando le corde della “ragion d’essere” per chi ha scelto il fardello Iniziatico.
Gli interventi seguiti hanno reso merito alla fatica del F.llo Ferrari per lo spirito costruttivo e per la lucidità della sua analisi: lucidità confermata nelle diverse sottolineature, volte a chiarire ed a ribadire l’omogeneità del Corpus Massonico e la sua difesa da ogni ipotetica contraffazione o appropriazione.
Va detto, pacatamente, ma con fermezza, che la progettualità chiara e comprensibile, esposta in quel centinaio di pagine, mentre fa onore al Massone Ferrari per l’Amore per l’Ordine, che traspare, è, allo stato delle cose, l’unica novità che si distingua, nell’ambito della sua Obbedienza.
Si dice che la pioggia porta fortuna. Quella notte veniva giù come una frustata esponenziale. Chissà!
KA
11.XI.08