CONSIDERAZIONI A SEGUITO DELL’INTERVENTO DI OLIVO FATTORETTO
mag 2nd, 2008 by admin
Il riferimento di Olivo al gabbiano Jonathan Livingston, mi ha ricordato la fiaba del brutto anatroccolo, ricordate? Un anatroccolo che poi si trasformò in uno splendido cigno!
Bene, è proprio questo il significato che vogliamo dare alla nostra iniziativa: dobbiamo riscoprire quanto bello ed importante per l’Umanità è che esista una Istituzione come la Massoneria, e quanto essa possa ancora dare per il miglioramento del genere umano e per la sua capacità di trovare modalità migliori di convivenza in un mondo sempre più complesso e globalizzato, che richiede qualche cosa di più che la semplice democrazia e la tolleranza.
A mio avviso la forza del nostro Ordine sta tutta al suo interno, e semplicemente operando al suo interno, applicando correttamente i nostri riti e simboli possiamo preparare degli uomini che siano di nuovo in grado di essere determinanti nella società per individuare gli obiettivi del futuro, così come si è verificato nel passato.
L’esigenza, che, molti fr\sentono, di influire come Istituzione direttamente, e nell’immediato, sulla società civile è un grave errore, per tanti motivi, ma in particolare perché inverte i termini del problema e cerca di attribuire alla Massoneria degli strumenti che non sono suoi propri e che Lei non ha strutturalmente la capacità di utilizzare.
Dobbiamo capire che solo essendo a fondo noi stessi otterremo la stima dei profani!
Dobbiamo avere il coraggio di incamminarci e di perseverare su questa strada senza aver fretta di ottenere dei risultati immediati! Così hanno fatto i nostri padri fondatori, che si sono trovati a lottare in un ambiente ben più ostile di quello attuale, e così dobbiamo essere capaci di fare noi oggi!
Cercare il consenso della società civile perdendo, anche solo in parte, la nostra identità questo è, e sarebbe, l’errore più grave!


Caro Fernando,
quanta ragione sta nel riferimento al gabbiano Jonathan, e lo scopriamo nel guardare dentro le nostre logge.
le ragioni profane, che spesso prepotentemente devastano gli animi, creando disturbo ai lavori inziatici sono ben difficili da cacciare fuori, e chi e’ fuori dal coro spesso viene emarginato, perche’ non fa parte del sistema. ecco un punto di partenza per tutti noi. riflettere su cosa e sopratutto con chi vogliamo portare avanti un progetto, che e’ una VITA, visto che la massoneria e’ vita, vissuta dentro ma sopratutto fuori dal Tempio.
e dobbiamo scegliere bene i nostri compagni di strada, affinche’ il consenso della cosiddetta societa’ civile sia solo un riconoscimento per il valore delle azioni che sapremo compiere, e non solo per l’appartenenza ad una Istituzione, che per quanto gloriosa sia, e’ grande solo se gli uomini che la compongono sono capaci di buone azioni.
un t:.f:.a:.
Carissimo Fernando,
non sono della tua Obbedienza, ma posso senz’altro dirti quanto io mi ritrovi in ciò che scrivi:
“[...] la forza del nostro Ordine sta tutta al suo interno, e semplicemente operando al suo interno, applicando correttamente i nostri riti e simboli possiamo preparare degli uomini che siano di nuovo in grado di essere determinanti nella società per individuare gli obiettivi del futuro [...].
L’esigenza, che, molti fr\sentono, di influire come Istituzione direttamente, e nell’immediato, sulla società civile è un grave errore [...]”
Ho sempre pensato che il Massone debba sentir proprio il compito di “collaborare” con l’opera del G.A.D.U. per portarla al perfezionamento e semmai accelerarla, come gli Alchimisti pretendevano di fare con le trasformazioni dei metalli e dello Spirito.
Ma occorrono grande onestà e ancor più grande umiltà per adeguarsi a quest’opera limitandosi a precipitare il tempo senza cedere alla tentazione di reinventarsela ammaestrando poi la nostra coscienza con le giustificazioni più disparate.
Gli uomini (e le donne, per altre Obbedienze) che si formano nelle nostre Logge ritengo che debbano prefigurarsi l’obiettivo di diventare essi stessi un Tempio di Virtù e lasciare a quest’ultima il compito di “influire” sul Mondo: contagio che le è proprio, come ci hanno insegnato i grandi iniziati.
Un carissimo T.F.A.