Discutiamo di Massoneria
9 mag 2008 di feferr
È un metodo empirico per analizzare e capire il mondo, per analizzare e capire la vita, che ha in se la potenza del mito e dell’utopia. È questo il motivo vero per cui tanti uomini hanno creduto e credono in lei, per cui tanti profani a lei si avvicinano o vorrebbero avvicinarsi.
Il vero segreto della M è il simbolo, che sia immagine, rito o parola rituale, movimento o assenza di movimento, non ha importanza: ciò che è realmente importante é che il simbolo deriva non da rivelazione divina ma da una lunga strada di analisi ed osservazione della realtá che l’uomo ha iniziato fin dalla notte dei tempi, e che attraverso il tempo è giunta fino a noi.
Il simbolo iniziatico assurge quindi ad un valore, ad una posizione nell’ambito dell’umana società, che lo pone al di sopra di qualunque religione o pensiero filosofico, proprio perché il simbolo contiene una sostanza di umanità universale che nessun profeta o nessun filosofo potrà mai raggiungere.
Questa è la strada che la M deve percorrere per crescere come movimento, perché essa contiene naturalmente la sintesi del pensiero umano di tutti i tempi e perché ancora oggi essa può proporsi come luogo fisico, oltre che spirituale, nel quale l’uomo del nostro tempo può trovare la soluzione del suoi problemi esistenziali e di rapporto con gli altri uomini e la società.
I grandi convegni di filosofia che si tengono oggi, in Italia e nel mondo, e che sono ormai aperti al pubblico, radunano folle di diecine di migliaia di persone, perché l’uomo, oggi più di prima, sente forte l’esigenza di rispondere alle tre grandi domande dell’essere, da dove veniamo, chi siamo e dove andiamo, oggi più di prima sente forte l’esigenza di trovare un luogo dove dibattere liberamente dei propri problemi esistenziali e dei rapporti sociali e di tutti i grandi temi della vita, senza i vincoli ed i dogmi di una concezione religiosa che divide e costringe, che limita lo spirito e la ricerca, perché derivando da una rivelazione divina non ammette contraddittorio. La fiducia nelle religioni è scaduta a livelli mai raggiunti prima proprio perché l’uomo ha preso coscienza del fatto che tutti i più gravi conflitti, che oggi insanguinano il mondo, sono proprio di origine religiosa: le religioni, lungi dall’affratellare, dividono!
La M è e può essere questo luogo ideale nel quale l’uomo del nostro tempo cerca la sua realizzazione come tale, perché, al contrario del dibattito filosofico che si svolge episodicamente, é anche luogo fisico di incontro e di crescita comune iniziatica, morale, culturale. È luogo di incontro di uomini di razze, culture, religioni, gruppi sociali diversi che operano all’interno del Tempio nel più assoluto fraterno rispetto, in libertà e tolleranza reciproche.
A proposito di Massoneria femminile (ottobre ‘08)
Da uomo “politico massonico”, cioè da persona che occupa dei problemi legati al buon funzionamento iniziatico ed organizzativo dell’Ordine, sono profondamente conscio di quanto importante sia oggi il problema della donna nella Massoneria, di quanto delicato esso sia, per la varie opposizioni che affrontandolo si rischia di creare, scontentando da una parte gli uomini, e dall’altra anche le donne che oggi hanno, e giustamente, molte aspettative.
In ogni caso non intendo sottrarmi, ed anche nel mio recente libro “La Massoneria verso il Futuro”, ho esposto con lealtà il mio pensiero.
Da sardo quale sono, voglio riferirvi quanto in Sardegna succedeva fino a pochi decenni fa. La Sardegna, oltre ad essere una delle terre emerse più antiche del mondo, anche dal punto di vista antropologico, grazie all’isolamento dovuto all’insularità, ha conservato più a lungo le antiche tradizioni che venivano dalla notte dei tempi.
Il fulcro della famiglia era la donna, la mater familias, procreatrice e datrice di vita e di prosperità, venerata e rispettata da tutti, tanto che, oltre che dare la vita, a lei era anche attribuita la capacità ed il potere di “toglierla”. Esisteva una figura chiamata “femmina agabadora” che aveva il compito di dar fine alle sofferenze del malato terminale che non riusciva a morire. Lei arrivava verso l’imbrunire, si chiudeva da sola con il povero malato, e, servendosi di un martelletto ricavato da un unico ramo di olivastro, poneva fine alle sofferenze del morente, che quando al mattino, alle prime luci dell’alba, si riapriva la porta della casa per far uscire l’agabadora, i familiari trovavano perfettamente ricomposto nel letto di morte.
Potete quindi immaginare quanto sia importante per me e quanto rispetto io nutra per genere femminile, quanto io sia convinto che anche le donne possano ed abbiano il diritto di godere dell’esperienza iniziatica, che del resto nell’antichità era largamente praticata ed anche oggi, oltre che in oriente (dove vanta tradizioni millenarie), è una esperienza reale e concreta anche in Europa ed in Italia.
Sono però profondamente convinto di una cosa: le comunioni miste non sono il terreno ideale nel quale la donna possa sviluppare le proprie esperienze iniziatiche. Essa deve da sola saper trovare la propria strada verso l’esoterismo, ed anche la forza e la volontà di perseguire questo obiettivo.
Personalmente, nel caso che il destino mi dovesse portare a governare il Grande Oriente d’Italia, mi impegno a contribuire con ogni possibile mezzo allo sviluppo ed all’affermazione della Massoneria Femminile, sempre però nel presupposto che sussistano quelle condizioni di volontà, capacità ed autonomia di cui prima parlavamo.
F.F.


Er Cervo
Un vecchio Cervo un giorno
sfasciò co’ du’ cornate
le staccionate che ciaveva intorno.
Giacché me metti la rivoluzzione,
je disse l’Omo appena se n’accorse -
te tajerò le corna, e allora forse
cambierai d’opinione…
No, – disse er Cervo – l’opinione resta
perché er pensiero mio rimane quello:
me leverai le corna che ciò in testa,
ma no l’idee che tengo ner cervello…
(Trilussa)